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Valle Aosta: Castel Savoia, Aymaville e il Parco del Gran Paradiso

20 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 12 ott


1°giorno PARCO DEL GRAN PARADISO, COGNE e il CASTELLO DI AYMAVILLE

Partenza al mattino per la Valle D’Aosta. Pranzo libero. Nel pomeriggio visita guidata di Cogne nel cuore del Parco del Gran Paradiso che, con i suoi 70.000 ettari di territorio protetto, si estende tra la Valle d'Aosta e il Piemonte, interessando le vallate di Cogne, Valsavarenche e Rhêmes, offrendo paesaggi spettacolari che spaziano da boschi e pascoli alpini a ghiacciai e alte cime. La sua storia è legata alla salvaguardia dello stambecco alpino: nel 1856 il re Vittorio Emanuele II trasformò queste montagne in una riserva reale, salvando la specie dall’estinzione. Nel 1922 nacque ufficialmente il Parco Nazionale Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano. Autentica perla incastonata in una splendida conca circondata dai prati di Sant’Orso e dominata dalla bellezza selvaggia del massiccio del Gran Paradiso, Cogne costituisce un ottimo punto di partenza per chi ama inoltrarsi sui sentieri che portano alla scoperta del Parco. Tra i minerali presenti nel Parco quello più importante per Cogne è sempre stata la magnetite che, almeno fin dal Medioevo, ha portato allo sfruttamento delle Miniere di Ferro di Colonna con il cui materiale è stata anche realizzata la bella fontana ottocentesca in ferro che troneggia sui prati di Sant’Orso. Scendendo nel fondovalle arriveremo all’imponente mole del castello di Aymavilles per la visita guidata. Un castello unico nel suo genere che concentra nel suo aspetto esteriore fasi medievali e barocche, frutto delle iniziative architettoniche dei diversi membri della famiglia Challant che nel corso dei secoli hanno adattato l’edificio alle esigenze e al gusto dell’epoca. Il castello di Aymavilles - oggetto di un lungo e articolato intervento di recupero iniziato nel 2000 - si erge su una collina circondata da vigneti lungo la strada per Cogne.  Al termine della visita proseguimento per l’hotel, cena e pernottamento.

 

2°giorno AOSTA ROMANA E MEDIEVALE – CASTEL SAVOIA - VALLE DI GRESSONEY

Prima colazione e trasferimento per la visita guidata di Aosta Romana e Medievale. Le caratteristiche morfologiche del territorio furono gli elementi che determinarono la scelta dello spazio per l’edificazione della città romana di Austusta Praetoria Salassorum nel 25 a.C., nel luogo di biforcazione delle antiche vie per i valichi del passo del Piccolo S. Bernardo e del passo del Gran San Bernardo. La funzione politico strategica che determinò il sorgere della città di Augusta Praetoria, nata per volontà di Augusto, è sottolineata dal solenne Arco di Augusto, dalla monumentale Porta Praetoria, dalla poderosa cinta muraria fortificata, dall’imponente Teatro Romano e dal Foro, con il grandioso criptoportico, stupefacente galleria voltata a botte, a doppia corsia, con poderose arcate. La visita prosegue con la Collegiata di Sant’Orso e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, simboli del potere ecclesiastico che si afferma non appena viene a cessare quello dell’Impero Romano. Il complesso monumentale di Sant’Orso comprende lo scavo archeologico della Basilica paleocristiana di San Lorenzo e la Collegiata di Sant’Orso, uno dei più importanti luoghi di culto dell’arco alpino, con il sorprendente ciclo di affreschi romanici nel sottotetto e gli splendidi stalli gotici intagliati del coro. Il percorso di visita ricalca poi il tracciato urbano romano e termina nella centralissima piazza della Cattedrale. Tempo a disposizione per il pranzo libero.

Nel pomeriggio, visita guidata di Castel Savoia nella Valle di Gressoney ai piedi del Monte Rosa. Per ammirare le bianche torrette del Castello, che sbucano dal fitto bosco, bisogna spingersi fino a Gressoney-Saint-Jean presso la località Belvedere, nella terra dei Walser, dove si parla il titsch, proprio ai piedi del colle Ranzola. Qui, al cospetto del Monte Rosa, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la Regina Margherita, prima Regina d’Italia, elegge la località a dimora per le sue vacanze estive. La palazzina fu uno degli ultimi doni che Re Umberto I fece alla sua consorte perché poco dopo morì nell’attentato di Monza. La sovrana amava questi luoghi che da anni facevano da cornice alle sue vacanze, trascorse inizialmente in paese presso la residenza del Barone Luigi Beck-Peccoz, suo fidato amico.

Al termine, viaggio di ritorno con arrivo previsto in serata.

 

Note: il programma potrebbe essere invertito. Documenti richiesti: carta d’identità elettronica.

 

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